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Mercato immobiliare 2026: compravendite in crescita e ritorno del mutuo. I dati OMI del primo trimestre

Il mercato immobiliare italiano conferma il proprio trend positivo anche nel primo trimestre del 2026. Secondo le ultime statistiche dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate, sono state compravendute quasi 180.000 abitazioni nei primi tre mesi dell’anno, con una crescita del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Si tratta di un segnale importante per chi sta valutando l’acquisto o la vendita di un immobile, soprattutto in un contesto economico caratterizzato da una maggiore fiducia dei consumatori, da un mercato del lavoro in miglioramento e da una crescente domanda abitativa.

Compravendite in aumento in Italia

Nel I trimestre 2026 sono state registrate 179.654 compravendite residenziali a livello nazionale. La crescita interessa tutte le aree del paese.

Variazione percentuale nazionale tra il I trimestre 2025 e il I trimestre 2026Variazione percentuale nazionale tra il I trimestre 2025 e il I trimestre 2026 Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare, Agenzia delle entrate

Interessante anche il confronto tra comuni capoluogo e non capoluogo. Se nelle città capoluogo le compravendite crescono del 4,1%, nei comuni minori l’incremento raggiunge il 4,6%. Un dato che conferma una tendenza già osservata negli ultimi anni: sempre più acquirenti stanno valutando soluzioni residenziali al di fuori dei grandi centri urbani, attratti da prezzi più accessibili, una migliore qualità della vita, maggiori spazi abitativi e collegamenti sempre più efficienti con le principali città.

Non cresce soltanto il numero delle transazioni, ma anche la superficie complessiva degli immobili scambiati. Le superfici compravendute registrano infatti un aumento del 4,9% rispetto al primo trimestre del 2025, segnale che la domanda si sta orientando verso abitazioni più ampie e funzionali, in linea con le nuove esigenze abitative emerse negli ultimi anni.

Nel complesso, i dati confermano un mercato immobiliare in buona salute, caratterizzato da una domanda diffusa su tutto il territorio nazionale e da un interesse crescente sia per l’acquisto della prima casa sia per gli investimenti immobiliari, elementi che contribuiscono a rafforzare la fiducia degli operatori e delle famiglie nel settore residenziale.

Torna a crescere il ricorso al mutuo

Tra i segnali più interessanti emersi nel primo trimestre del 2026 vi è il ritorno del mutuo come strumento centrale per l’acquisto di un’abitazione. Dopo la fase di rallentamento registrata negli ultimi anni a causa dell’aumento dei tassi di interesse e delle maggiori difficoltà di accesso al credito, il mercato mostra oggi segnali di rinnovata fiducia sia da parte delle famiglie sia degli istituti di credito.

Secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare, la quota di compravendite effettuate da persone fisiche con il supporto di un mutuo ipotecario ha raggiunto il 47,8% del totale, in aumento rispetto al 45% registrato nell’ultimo trimestre del 2025. In pratica, quasi un acquisto su due viene oggi finanziato attraverso un mutuo, un dato che evidenzia come molte famiglie stiano tornando a pianificare investimenti immobiliari di lungo periodo.

Ancora più significativo è l’andamento del capitale complessivamente erogato. Nei primi tre mesi dell’anno sono stati finanziati acquisti immobiliari per oltre 11,4 miliardi di euro, circa 1,1 miliardi in più rispetto allo stesso periodo del 2025. L’incremento, pari a quasi l’11%, dimostra che il mercato sta recuperando slancio e che la domanda di credito per l’acquisto di abitazioni rimane elevata nonostante un contesto finanziario ancora caratterizzato da costi del denaro superiori rispetto ai livelli pre-2022.

Va tuttavia sottolineato che i tassi di interesse continuano a mostrare una leggera crescita. Nel primo trimestre del 2026 il tasso medio applicato alla prima rata dei mutui ipotecari si è attestato al 3,62%, in aumento rispetto al 3,51% registrato nel trimestre precedente. Sebbene questo livello sia significativamente più alto rispetto agli anni caratterizzati da tassi particolarmente bassi, non sembra aver frenato in maniera rilevante la propensione all’acquisto delle famiglie italiane.

La maggiore incidenza dei mutui nelle compravendite può essere interpretata come un indicatore di fiducia nel mercato immobiliare e nelle prospettive economiche future. La crescita dell’occupazione, il miglioramento del clima di fiducia dei consumatori e la percezione dell’immobile come bene rifugio continuano infatti a sostenere la domanda abitativa. Per molti acquirenti, soprattutto giovani coppie e famiglie alla ricerca della prima casa, il mutuo rappresenta ancora la soluzione principale per accedere alla proprietà immobiliare.

Prima casa: quasi 3 acquisti su 4

Le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa continuano a rappresentare uno dei principali motori del mercato immobiliare italiano. Nel primo trimestre del 2026, il 72,7% delle compravendite effettuate da persone fisiche ha beneficiato delle agevolazioni “prima casa”, un dato in lieve crescita rispetto al trimestre precedente e che conferma la forte incidenza degli acquisti destinati all’abitazione principale.

Questo dato evidenzia come il mercato sia sostenuto soprattutto da esigenze abitative concrete piuttosto che da finalità speculative. La maggior parte degli acquirenti continua infatti a cercare una casa in cui vivere stabilmente, approfittando dei vantaggi fiscali previsti dalla normativa, tra cui l’imposta di registro ridotta e altre agevolazioni sui costi di acquisto.

La centralità della prima casa emerge anche nelle principali città italiane. Roma, in particolare, registra la quota più elevata di acquisti agevolati, con quasi l’86% delle compravendite effettuate da persone fisiche che beneficia delle relative agevolazioni. Un segnale che conferma come la domanda abitativa rimanga solida, soprattutto nei grandi centri urbani dove acquistare un immobile continua a essere considerato un investimento importante per il futuro della famiglia.

Nel complesso, i dati del primo trimestre 2026 confermano che la casa di proprietà continua a rappresentare un obiettivo prioritario per gli italiani, sostenendo la crescita del mercato e contribuendo alla stabilità del comparto residenziale.

Crescono le abitazioni di nuova costruzione

Particolarmente interessante è il dato relativo alle nuove costruzioni.

Le compravendite di immobili nuovi registrano una crescita del 14,6% rispetto al primo trimestre 2025, un incremento nettamente superiore a quello del mercato complessivo.

Nonostante rappresentino ancora una quota limitata del totale (circa il 6%), le nuove costruzioni continuano ad attirare acquirenti grazie a:

  • maggiore efficienza energetica;
  • costi di gestione ridotti;
  • standard costruttivi più elevati;
  • conformità alle più recenti normative ambientali.

Le grandi città confermano questa tendenza. Milano si distingue ancora una volta come il mercato più dinamico per il comparto del nuovo, con una quota di abitazioni di nuova costruzione che raggiunge l’11,6% delle compravendite totali. Seguono Roma e Bologna, entrambe con una quota del 9,5%, a dimostrazione di come il segmento del nuovo continui ad attirare l’interesse degli acquirenti nelle principali aree urbane del Paese.

L’andamento positivo delle nuove costruzioni rappresenta un segnale incoraggiante per l’intero settore immobiliare, evidenziando una crescente attenzione verso abitazioni più efficienti, sostenibili e in linea con le esigenze abitative contemporanee.

Le grandi città trainano il mercato

Le otto principali città italiane registrano complessivamente una crescita delle compravendite del 6,1%, superiore alla media nazionale.

Le città italiane con le migliori performance di crescita di compravenditeLe città italiane con le migliori performance di crescita di compravendite Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare, Agenzia delle entrate

L’unica eccezione è Firenze, che evidenzia una lieve contrazione del 2,9%.

Milano continua a distinguersi per la forte presenza del mercato delle nuove costruzioni, che rappresentano l’11,6% delle compravendite cittadine, mentre Roma registra la quota più elevata di acquisti con agevolazione prima casa, pari all’85,7%.

Marcato delle locazioni: domanda stabile e canoni in crescita

Anche il mercato delle locazioni residenziali mostra segnali di solidità nel primo trimestre del 2026. A livello nazionale sono stati registrati oltre 262.000 nuovi contratti di locazione, un dato sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo del 2025 (+0,3%). Se il numero delle nuove locazioni rimane pressoché invariato, è invece più evidente la crescita dei canoni annui complessivi, che raggiungono circa 1,8 miliardi di euro, segnando un incremento del 4,1% su base annua. L’aumento è particolarmente marcato nei comuni ad alta tensione abitativa, dove si concentra la maggior parte della domanda e dove i canoni crescono del 4,6%.

Analizzando le diverse tipologie contrattuali, emerge una progressiva evoluzione del mercato. I contratti ordinari di lungo periodo continuano infatti a registrare una lieve contrazione, mentre crescono in modo significativo le formule agevolate, sempre più apprezzate sia dai proprietari sia dagli inquilini per i vantaggi fiscali e per la maggiore convenienza economica. In particolare, i contratti agevolati di lungo periodo aumentano del 6,6% nel numero di abitazioni locate e del 12,8% nei canoni complessivi. Ancora più dinamico risulta il segmento delle locazioni transitorie e studentesche, che registra incrementi superiori al 20% nel caso delle camere e delle abitazioni locate in porzione.

Le grandi città continuano a rappresentare il motore del mercato degli affitti. A Roma le nuove locazioni crescono del 7,4%, accompagnate da un aumento dei canoni del 10,3%, mentre Milano registra un incremento dell’1% nel numero dei contratti e del 6,4% nei canoni annui. Particolarmente rilevante è l’espansione dei contratti agevolati nel capoluogo lombardo, favorita anche dagli accordi territoriali introdotti negli ultimi anni. Nel complesso, i dati confermano una domanda locativa ancora molto sostenuta, soprattutto nei principali centri urbani, dove la crescente difficoltà di accesso alla proprietà e la maggiore mobilità abitativa continuano a favorire il mercato degli affitti.

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Luxury Real Estate in Italia: il quadro del 2025

Il mercato residenziale del lusso in Italia continua a confermarsi uno dei comparti più solidi e dinamici dell’intero panorama immobiliare nazionale.
I dati dell’Osservatorio sul mercato residenziale di lusso in Italia 2026, realizzato da Immobiliare.it Insight in collaborazione con LuxuryEstate.com, raccontano infatti un settore in continua evoluzione, caratterizzato da una crescita sostenuta dell’offerta, da una domanda ancora attiva e da una maggiore diffusione geografica delle opportunità di investimento.

In un contesto internazionale ancora influenzato da instabilità economiche e trasformazioni sociali, l’immobile di pregio mantiene il suo ruolo di bene rifugio, ma cambia il modo in cui viene percepito e vissuto. Oggi il lusso non coincide più soltanto con esclusività e prestigio estetico: conta sempre di più la qualità della vita, l’efficienza energetica, la privacy, la posizione strategica e la capacità dell’immobile di offrire un’esperienza abitativa completa.

Il quadro nazionale: il mercato luxury accelera ancora

Nel 2025 il numero di annunci di immobili di lusso in Italia è cresciuto del 23% rispetto al 2024, mentre rispetto al 2020 l’incremento complessivo dell’offerta è addirittura del +93%.

Anche il peso del comparto luxury sul totale del mercato residenziale nazionale è aumentato in modo significativo, passando dal 2,6% al 4% dell’offerta complessiva. Si tratta di un dato importante, che dimostra come il segmento premium stia assumendo un ruolo sempre più centrale all’interno del mercato immobiliare italiano.

Dal lato della domanda, il settore continua a mostrare segnali positivi. La pressione di domanda – cioè il numero medio di contatti per annuncio – registra un incremento del 4% rispetto al 2024, mentre i contatti complessivi crescono del 22% su base annua.

Questa crescita non riguarda soltanto le grandi città ma coinvolge sempre più anche località turistiche, aree lacustri, destinazioni montane e contesti lifestyle-oriented, confermando un cambiamento nelle preferenze degli acquirenti, sempre più orientati verso qualità abitativa e benessere personale.

Per quanto riguarda il time to sell, ovvero i tempi medi di vendita, si osserva come si sia registrato un lieve incremento rispetto al 2024: per concludere una trattativa su un immobile si lusso oggi servono in media 6,3 mesi, contro i 6,1 del 2024. Il time on market, invece, è rimasto sostanzialmente stabile nell’ultimo paio di anni, attestandosi su una media di 9,8 mesi.

Appartamenti vs ville

Nel 2025 il valore totale degli immobili di lusso in offerta in Italia ha raggiunto quota 71,5 miliardi di euro, a conferma della solidità di questo segmento del mercato residenziale.  Rispetto al 2024, il comparto registra anche un incremento del 15,5% nel numero di immobili di pregio disponibili, segnale di una crescente dinamicità dell’offerta e di una maggiore propensione dei proprietari a immettere sul mercato asset di fascia alta. A trainare il valore complessivo restano soprattutto le ville, che rappresentano circa 40 miliardi di euro del totale, mentre gli appartamenti si attestano a 31,5 miliardi.

Dal punto di vista della domanda, tuttavia, continua a prevalere in modo netto l’interesse verso gli appartamenti di lusso, che concentrano il 72,3% dei contatti complessivi. Le ville, pur rappresentando la quota più elevata in termini di valore economico, raccolgono invece il 27,7% delle richieste, confermando un mercato più selettivo e caratterizzato da tempi decisionali generalmente più lunghi. Il time to sell degli annunci relative a ville si attesta, infatti, intorno ai 7 mesi, contro i 5,7 mesi degli appartamenti.

Per quanto riguarda i prezzi medi nazionali al metro quadro si conferma una certa stabilità:

  • appartamenti di lusso: 7.418 €/mq
  • ville di lusso: 5.192 €/mq

Le zone più care per le ville restano le Isole (5.840 €/mq), per gli appartamenti il Nord-Ovest (8.044 €/mq), mentre la zona più accessibile resta il Sud per le ville (4.247 €/mq) e per gli appartamenti i valori più contenuti vengono ora registrati al Nord-Est (6.390 €/mq).

Milano alla guida

In cima alla classifica del valore del mercato residenziale di lusso in Italia si conferma Milano, con un patrimonio immobiliare di fascia alta pari a 8,74 miliardi di euro (quasi l’11% in più rispetto al 2024), detenendo il 12,2% dell’intera offerta disponibile.

Come per il 2024, anche il 2025 vede un’offerta trainata per il 99% dagli appartamenti. La superficie complessiva dell’offerta ha raggiunto i 907.408 metri quadrati. Dal momento che, negli ultimi anni, il numero di immobili in offerta è cresciuto più rapidamente rispetto alla superficie complessiva disponibile, si può ipotizzare che l’incremento abbia riguardato soprattutto proprietà di dimensioni più contenute.

Gli indicatori di performance del mercato milanese parlano chiaro:

  • time to sell: 3,7 mesi;
  • time on market: 6,6 mesi;
  • pressione di domanda: +7% su base annua (ma -7% rispetto al 2020). Si tratta del numero medio di contatti per annuncio;
  • peso sul totale dei contatti luxury in Italia: 22%.

Le altre aree emergenti del mercato

Dopo Milano, anche altre città e aree turistiche stanno vivendo un momento di rinnovata centralità:

  • Roma: mantiene un ruolo di rilievo con 5,62 miliardi di valore immobiliare in offerta, pari a quasi l’8% del totale nazionale;
  • Versilia: con 4,64 miliardi, si conferma regina tra le località balneari, dove le ville trainano l’offerta, rappresentandone il 76%;
  • Laghi di Como e Garda: stanno vivendo una fase di crescita che ha portato questa zona a raggiungere un valore di 4,09 miliardi di euro. La decrescita ha riguardato invece l’offerta di soluzioni indipendenti a fronte di una crescita dell’offerta di appartamenti (58% circa);
  • Riviera Ligure: negli ultimi anni ha registrato una crescita generale di tutti i valori arrivando a raggiungere un valore monetario complessivo dell’offerta pari a 3,73 miliardi di euro.

Valore monetario complessivo dello stock dell’offerta per zone di lussoore monetario complessivo dello stock dell'offerta per zone di lusso Fonte: Osservatorio del mercato residenziale di lusso in Italia, Immobiliare.it

Valore monetario complessivo dello stock per macroareeValore complessivo dello stock per macroaree Fonte: Osservatorio del mercato residenziale di lusso in Italia, Immobiliare.it

Conclusione

Il mercato immobiliare di lusso in Italia continua a dimostrare una notevole solidità, confermandosi uno dei segmenti più dinamici e resilienti del real estate nazionale. I dati dell’Osservatorio evidenziano una crescita significativa dell’offerta, accompagnata da un aumento dell’interesse da parte di acquirenti e investitori, sia italiani sia internazionali.

Milano e Roma mantengono il ruolo di principali hub del lusso residenziale, mentre località iconiche come Versilia, Laghi di Como e Garda, Riviera Ligure e Costa Smeralda continuano ad attrarre domanda grazie alla combinazione di prestigio, qualità della vita e appeal turistico internazionale. Parallelamente, emerge il consolidamento di mercati alternativi come Firenze, Dolomiti e Napoli, che mostrano segnali di crescita e maggiore competitività all’interno del panorama nazionale.

Nonostante il forte incremento dell’offerta abbia contribuito a una lieve normalizzazione della pressione di domanda, il comparto mantiene tempi di vendita relativamente contenuti e valori complessivi in crescita, a testimonianza di un mercato ancora vivace e capace di generare valore nel lungo periodo.

Il segmento luxury si conferma quindi non solo un indicatore della salute del mercato immobiliare italiano, ma anche un asset strategico per investitori e operatori del settore, sostenuto da una domanda sempre più selettiva, internazionale e orientata verso immobili di alta qualità, in contesti esclusivi e ad elevato potenziale di valorizzazione.

Quanto è accessibile il mercato immobiliare per i single
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Comprare casa da soli: quanto è davvero accessibile il mercato immobiliare per i single?

Negli ultimi anni sempre più persone scelgono di vivere da sole. Che si tratti di indipendenza, carriera o nuove esigenze lavorative, il fenomeno dei single homebuyers è in costante crescita anche in Italia.

Ma comprare casa con un solo reddito è davvero possibile oggi?
Secondo una recente analisi di Immobiliare.it Insights, l’accessibilità economica degli immobili per chi acquista da solo varia moltissimo da città a città, soprattutto quando si parla di monolocali e bilocali, le tipologie più richieste da chi cerca una prima casa.

Accessibilità immobiliare: cosa significa “affordability“?

Quando si parla di mercato immobiliare, uno dei concetti più importanti oggi è quello di affordability, ovvero la capacità reale di una persona di sostenere l’acquisto di una casa in base a:

  • prezzo medio degli immobili in vendita: rappresenta le dinamiche del mercato immobiliare;
  • reddito netto disponibile: indica il livello di sviluppo economico del Paese;
  • tassi di interesse sui mutui: rappresenta la componente finanziaria.

In altre parole, non conta solo quanto costa una casa, ma se è realmente acquistabile da chi vive con un sole stipendio.

Monolocali: la soluzione più accessibile per chi compra da solo

Per chi vive da solo e vuole acquistare la prima casa, il monolocale resta spesso la soluzione più immediata. È l’immobile con il prezzo d’ingresso più basso e, proprio per questo, risulta generalmente più accessibile rispetto ad altre tipologie.

Secondo l’analisi di Immobiliare.it Insights, in Italia circa il 55% dei monolocali in vendita può essere acquistato da un single senza che la rata del mutuo diventi insostenibile. Naturalmente, però, il dato cambia molto da città a città.

Indice di accessibilità economica dei monolocali per i single
Indice di affordability dei monolocali Fonte: Immobiliare.it Insight

In centri come Catania, Palermo e Brescia, ad esempio, comprare un monolocale da soli è ancora un obiettivo realistico per una buona parte della popolazione. Al contrario, nelle città dove i prezzi sono cresciuti di più negli ultimi anni, come Milano, Bologna e soprattutto Firenze, trovare un monolocale economicamente accessibile è decisamente più complicato.

Bilocali: più comfort, ma accessibilità più ridotta

Il discorso si fa ancora più complesso quando si passa ai bilocali. Questa tipologia di immobile è spesso la più desiderata da chi cerca un po’ più di spazio, magari per lavorare da casa o per fare un investimento a lungo termine. Tuttavia, proprio perché i prezzi medi sono più alti, l’acquisto diventa meno sostenibile per chi dispone di un solo reddito.

A livello nazionale, infatti, solo il 46% dei bilocali sul mercato risulta davvero accessibile per un single.

Indice di accessibilità economica dei bilolocali per i single
Indice di accessibilità ai bilocali Fonte: Immobiliare.it Insight

Anche qui, le differenze tra le città sono molto marcate.

In realtà come Torino, Genova e Catania, una parte importante dell’offerta resta acquistabile anche da chi compra da solo. Nelle grandi città, generalmente più costose, la situazione cambia drasticamente: a Milano solo una quota minima dei bilocali rientra nei parametri di accessibilità, mentre Firenze si conferma tra i mercati più difficili in assoluto per chi cerca casa senza un secondo reddito a supporto.

Perché oggi per un single è così difficile comprare casa?

Al giorno d’oggi, comprare casa non è più la stessa cosa di una o due generazioni fa, e non è solo una sensazione: lo mostrano i numeri su prezzi e redditi in Italia. Negli ultimi anni i prezzi delle abitazioni sono aumentati in quasi tutte le città italiane, a fronte di una crescita molto più lenta dei redditi disponibili per famiglie, coppie e singoli acquirenti. Questo crea un gap sempre più evidente tra quanto costa un immobile e quanto un single può permettersi di spendere.

Da uno studio condotto dal Centro di Formazione e Ricerca sulle Questioni del Consumatore (CRC), in collaborazione con Assoutenti, emerge che tra il 2019 e il 2025 acquistare una casa in Italia è diventato circa il 16% più costoso rispetto a sei anni fa, con differenze rilevanti tra le diverse città.

Il problema non è soltanto il valore assoluto delle case, ma la relazione tra prezzi e capacità di spesa. Anche quando le quotazioni si stabilizzano o crescono meno rapidamente, la stagnazione dei salari e la compressione del potere d’acquisto delle famiglie e dei lavoratori con reddito medio e medio-basso pesano fortemente sulla decisione di acquistare. Se con una famiglia a doppio reddito la situazione può risultare sostenibile, per un singolo – che deve sostenere da solo tutte le spese e spesso dipende da un solo stipendio – l’equilibrio finanziario si fa decisamente più difficile.

Questo squilibrio è particolarmente evidente nelle grandi città italiane, dove la domanda resta alta e lo stock di immobili accessibili è limitato. Proprio per questo le persone che comprano casa da sole incontrano maggiori difficoltà non solo nel trovare soluzioni adatte al proprio budget, ma anche nell’ottenere condizioni di mutuo sostenibili dalle banche.

Consigli per i single che vogliono acquistare casa

Comprare casa da soli oggi può sembrare complicato, ma con le giuste scelte resta un obiettivo assolutamente raggiungibile. La chiave è muoversi con consapevolezza, valutando bene ogni aspetto economico e pratico con una strategia mirata:

  • valutare quartieri emergenti o aree semicentrali;
  • considerare città secondarie ben collegate: aree ben collegate con i mezzi pubblici offrono opportunità interessanti, con prezzi più accessibili rispetto al cuore della città;
  • affidarsi a consulenti esperti per individuare immobili con buon rapporto qualità/prezzo: un consulente immobiliare esperto aiuta non solo a individuare le migliori occasioni sul mercato, ma anche a orientarsi tra mutui, condizioni bancarie e trattative, evitando errori che per chi compra da solo possono pesare ancora di più;
  • studiare con attenzione le condizioni di mutuo e tassi disponibili.
Milano guida la ripresa dei mutui ipotecari
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Milano guida la ripresa dei mutui

Il nuovo Rapporto Mutui Ipotecari 2025, pubblicato il 9 ottobre 2025, dell’Agenzia delle Entrate fotografa un mercato del credito in ripresa dopo le difficoltà del 2023. Nel corso del 2024, infatti, il numero di immobili ipotecati e il valore dei finanziamenti sono tornati a crescere in modo deciso, segnalando una rinnovata fiducia delle famiglie e delle imprese italiane.

Mutui in aumento

Il 2024 ha segnato una decisa ripresa del mercato dei mutui ipotecari in Italia. Secondo il Rapporto dell’AdE, sono state 771.351 le unità immobiliari ipotecate a garanzia di mutui, con un aumento del 5% rispetto al 2023. A questi corrisponde un valore complessivo dei finanziamenti pari a quasi 109 miliardi di euro, in crescita del 21,5% rispetto all’anno precedente – un dato che testimonia la rinnovata fiducia di famiglie e imprese verso il credito immobiliare.

La componente residenziale continua a rappresentare la parte preponderante del mercato: il 71% degli immobili ipotecati rientra in atti di tipo residenziale (RES), una quota che sfiora il 90% se si considerano anche gli atti misti residenziali (MISTO RES). Per questi ultimi, l’incremento del numero di immobili ipotecati è stato contenuto (+0,8%) ma il capitale finanziato ha registrato una crescita notevole del 30,4%, segno di un ritorno di interesse per le operazioni che combinano residenziale e altre destinazioni d’uso.

Nel solo comparto residenziale puro, l’aumento del numero di immobili ipotecati si avvicina al 6%, con un capitale finanziato di oltre 40 miliardi di euro, pari al 37% del totale nazionale e in aumento dell’8,7% rispetto al 2023. Ancora più marcata la crescita dei finanziamenti per immobili non residenziali (NON RES), dove il capitale erogato è salito del 33,7%, a fronte di un incremento del 6,1% del numero di immobili ipotecati. Sebbene questi rappresentino solo il 7,6% del totale delle unità, assorbono oltre il 43% del capitale di debito complessivo, confermandosi come il segmento a maggiore valore medio per operazione.

Infine, anche il comparto dei terreni registra segnali positivi: +7,9% per il numero di immobili ipotecati e +6,5% per i capitali finanziati, una crescita più moderata ma significativa in un contesto di ripresa generale del credito immobiliare.

I tassi di interesse e la durata

Nel 2024 i tassi medi di interesse sui mutui ipotecari si sono attestati al 4,98%, in lieve aumento di 0,06 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Tuttavia, analizzando le diverse tipologie di atto, emergono differenze significative.

I mutui residenziali (RES) restano i più convenienti, con un tasso medio ponderato del 3,65%, in calo di 0,61 punti percentuali rispetto al 2023: un segnale di stabilità che continua a favorire coloro che decidono di acquistare casa.

All’opposto, i mutui misti residenziali (MISTO RES) presentano un tasso più elevato, 6,75%, in crescita di 0,83 punti percentuali, mentre i finanziamenti per immobili non residenziali (NON RES) si collocano su una media del 5,40%, anch’essi in aumento. Anche i mutui ipotecari sui terreni hanno registrato un lieve rialzo, con un tasso medio del 6,13%.

La durata media complessiva dei finanziamenti ipotecari si mantiene attorno ai 18 anni, ma il valore varia notevolmente a seconda della tipologia di atto. I mutui residenziali sono quelli più lunghi, con una media di oltre 25 anni, mentre per gli atti non residenziali la durata si ferma a 14,4 anni e per i misti residenziali a 9,6 anni.

Questi dati confermano come il mercato dei mutui per la casa rimanga più stabile e sostenibile nel lungo periodo rispetto a quello legato agli investimenti commerciali o misti, che presentano durate più brevi e tassi più alti.

Analisi territoriale e delle grandi città

Dal punto di vista territoriale, il Nord resta l’area con la maggiore concentrazione di mutui ipotecari: il 60,8% degli immobili ipotecati e quasi il 60% del capitale complessivo, pari a 64,7 miliardi di euro. Il Centro si colloca al 20% circa per numero di immobili, ma registra una flessione dei capitali erogati (–6,4%), mentre al Sud il capitale finanziato cresce del 23% a fronte di un aumento più moderato del numero di immobili, +3,9%.

Numero di immobili ipotecati e capitale 2024Numero di immobili ipotecati e capitale 2024 Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

Nel 2024, oltre 34.342 miliardi di euro di capitale sono stati erogati attraverso mutui ipotecari relativi a immobili situati nelle otto principali città italiane per popolazione – un valore che rappresenta oltre il 31% del totale nazionale. Le unità immobiliari ipotecate (pari a 100.686) in queste aree urbane sono cresciute del 6,4% rispetto al 2023, mentre il capitale finanziato ha registrato un incremento ancora più significativo, pari al +31,3%.

La città di Milano si conferma la vera locomotiva del mercato: con oltre 23,7 miliardi di euro di capitale finanziato, pari al 21,8% del totale nazionale, il capoluogo lombardo mostra una crescita straordinaria del +57,8% rispetto al 2023. A trainare l’aumento sono in particolare le operazioni del comparto non residenziale (NON RES), che hanno avuto un impatto determinante sul risultato complessivo.

Roma, pur mantenendo il primato in termini di numero di immobili ipotecati (quasi 37.700 unità, pari, al 4,9% del totale nazionale), evidenzia una contrazione del 12,5% del capitale finanziato, segno di un mercato più prudente e caratterizzato da importi medi inferiori.

Anche le altre grandi città mostrano segnali positivi:

  • Torino cresce del 9,8% nel numero di immobili e dell’8,3% nel capitale erogato;
  • Bologna e Genova registrano aumento superiori al 16% per le unità ipotecate, con capitali in rialzo rispettivamente del 17,7% e dell’11,1%;
  • Napoli e Palermo spiccano per la forte crescita dei volumi finanziati, rispettivamente +26,1% e +43,1%.

Fa eccezione Firenze, dove si registra una leggera flessione sia nel numero di immobili (-2,3%) che nel capitale (-18,4%).

Distribuzione del capitale di debito per tipologia di atto nelle grandi cittàDistribuzione del capitale di debito per tipologia di atto nelle grandi città Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

Guardando alla composizione dei mutui, emerge una netta differenza tra Milano e il resto delle grandi città: nel capoluogo lombardo solo il 12% del capitale è legato ad atti residenziali (RES) mentre l’88% riguarda operazioni su immobili commerciali o misti. Nelle altre città, invece, il residenziale domina con quote superiori al 60%, raggiungendo l’83% a Genova e rimanendo più contenuto a Firenze (55%).

Nel complesso, le grandi città continuano a rappresentare il cuore pulsante del mercato immobiliare italiano: poli di attrazione per investimento, centri di innovazione economica e territori dove la domanda di mutui si conferma dinamica, trainata da Milano e sostenuta da una crescente diversificazione tra residenziale e commerciale.

In conclusione, le grandi città continuano a rappresentare il cuore pulsante del mercato immobiliare ita

Mercato immobiliare residenziale: continua la crescita nel Q2 2025
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Mercato immobiliare residenziale: continua la crescita nel Q2 2025

Il mercato immobiliare italiano conferma la sua vivacità anche nel II trimestre 2025. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, le compravendite residenziali registrano un incremento dell’8,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, con 201.344 mila abitazioni compravendute in soli tre mesi.

Compravendite: una crescita diffusa in tutte le aree del Paese

Rispetto al II semestre 2024, l’aumento delle compravendite immobiliari interessa tutte le aree geografiche arrivando a contare 201.344 immobili compravenduti rispetto 172.048 dell’anno precedente. Performance particolarmente positive si registrano nel Nord Ovest (+9,2%) e nel Nord Est (+8,5%). Anche il Centro e le Isole segnano un +7,7%, mentre il Sud si ferma a un comunque significativo +6%.

Confrontando, invece, il I e il II trimestre del 2025 emerge una crescita media del 16,2% nelle compravendite di abitazioni in tutte le aree nazionali, con il Nord-Ovest a registrare l’incremento più significativo, vicino al 20%.

Abitazioni compravendute Q1 2025 vs Q2Abitazioni compravendute Q1 2025 vs Q2 Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

Un dato interessante riguarda le superfici medie delle abitazioni compravendute: crescono del 9%, segno che le famiglie guardano con maggiore interesse a spazi più ampi.

Mutui e agevolazioni prima casa

La quota di acquisti sostenuti da mutuo ipotecario si mantiene stabile attorno al 46%, in aumento rispetto al 2024, con un tasso medio di interesse pari al 3,28%, in lieve calo rispetto a un anno fa.

Il ricorso alle agevolazioni fiscali “prima casa” resta elevato. Quasi il 73% delle transazioni riguarda infatti abitazioni principali, un segnale che conferma l’attenzione degli italiani verso l’investimento nel mattone come scelta di vita stabile e duratura.

Abitazioni nuove vs esistenti

Il mercato residenziale continua a muoversi su due binari distinti. Da un lato, le nuove costruzioni registrano un calo del 7,2% rispetto al II trimestre 2024, dall’altro gli immobili esistenti si confermano protagonisti, con una crescita del 9,1%.

Compravendita di nuove abitazioni Q1 2025 vs Q2Compravendita di nuove abitazioni Q1 2025 vs Q2 Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

Compravendita di abitazioni esistenti Q1 2025 vs Q2Compravendita di abitazioni esistenti Q1 2025 vs Q2 Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

Questa tendenza racconta molto delle scelte degli italiani: sia di quelli con la preferenza per abitazioni già inserite in quartieri consolidati, spesso più accessibili in termini di prezzo e disponibilità in tempi brevi, sia di chi trova più attrattive le nuove costruzioni. Queste ultime apprezzate per efficienza energetica, tecnologie moderne e standard abitativi più elevati, ma meno diffuse sul mercato.

In altre parole, chi cerca casa oggi sembra puntare soprattutto sulla concretezza e sull’opportunità, senza però rinunciare a valutare l’opzione del nuovo quando offre un valore aggiunto significativo.

La compravendita immobiliare nelle grandi città

Il II trimestre del 2025 conferma il dinamismo del mercato residenziale anche nelle grandi città italiane. Complessivamente le compravendita sono cresciute di circa il 6% rispetto all’anno precedente, con differenze significative tra le diverse piazze. Torino (+11,3%) e Palermo (+10%) guidano la classifica degli incrementi, seguite da Milano (+6,6%), che consolida il suo ruolo di polo strategico del mercato immobiliare. Roma registra una crescita più contenuta (+4,1%), mentre Napoli resta sostanzialmente stabile (-0,3%). 

Per quanto riguarda, invece, la crescita media dal I al II trimestre 2025 questa si attesta intorno al +16,2%, con Torino che registra un picco del +20,7%.

Compravendita di abitazioni nelle grandi città Q1 2025 vs Q2Compravendita di abitazioni nelle grandi città Q1 2025 vs Q2 Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

Interessante notare come in metropoli come Milano, Roma, Bologna e Firenze, oltre la metà degli acquisti avvenga tramite mutuo ipotecario, a testimonianza di una domanda solida ma che continua a fare i conti con l’accessibilità economica. Roma, invece, si distingue per la quota record di acquisti con l’agevolazione “prima casa”, che supera l’85%.

Il mercato residenziale delle locazioni

Il mercato delle locazioni continua a crescere: nel II quadrimestre 2025 sono stati registrati quasi 238 mila nuovi contratti, in aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente.

In particolare, sono in forte espansione i contratti a canone agevolato per studenti (+9,7% per abitazioni intere e +14,2% per porzioni) e quelli a canone concordato (+3,9%). Cala invece dell’1,4% il segmento dei contratti ordinari di lungo periodo.

Abitazioni locate per tipologia di contratto nel Q2 2025Abitazioni locate per tipologia di contratto nel Q2 2025 Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

I canoni annui complessivi hanno superato 1,8 miliardi di euro, con un incremento del 5,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Canone annuo per tipologia di contratto nel Q2 2025Canone annuo per tipologia di contratto nel Q2 2025 Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

Focus su Milano e Roma

A Roma le locazioni segnano un incremento del 2%, accompagnato da un rialzo dei canoni pari al 7,4%. Rispetto al Q2 2024, a trainare il mercato della capitale sono soprattutto i contratti transitori, in crescita del 16%, e quelli dedicati agli studenti, che registrano un +22% per le stanze e un +11,7% per gli appartamenti interi.

Milano mostra un andamento ancora più vivace: il numero di abitazioni locate sale del 5%, con canoni in aumento del 6,5%. Nel capoluogo lombardo a fare la differenza sono i contratti a canone concordato, che rispetto al 2024 hanno quasi raddoppiato i volumi.

Abitazioni locate per tipologia di contratto nel Q2 2025 a Milano & RomaAbitazioni locate per tipologia di contratto nel Q2 2025 a Roma & Milano Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

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Il report sul mercato residenziale del lusso in Italia

Nel panorama immobiliare italiano, il comparto residenziale di lusso continua a distinguersi per vitalità, resilienza e crescente interesse, sia da parte di acquirenti italiani che internazionali.
I dati dell’Osservatorio del mercato residenziale di lusso in Italia 2025 redatto da Immobiliare.it Insight in collaborazione con LuxuryEstate.com confermano un trend di consolidamento del mercato, con segnali chiari: domanda in aumento, offerta in espansione, prezzi stabili e tempi di vendita sempre più contenuti.

In un contesto economico globale segnato da incertezze e nuove priorità abitative, l’immobile di pregio si conferma un investimento sicuro e, allo stesso tempo, un bene capace di rispondere a nuove esigenze di lifestyle: comfort, privacy, sostenibilità e valore architettonico.

Il quadro nazionale: più dinamismo, più offerta, più attenzione alla qualità

Nel 2024 la domanda di immobili di lusso in Italia è cresciuta del 4% rispetto al 2023 e del 6% rispetto al 2019, segno di una ritrovata fiducia nel segmento premium. Parallelamente, anche l’offerta ha registrato un balzo del 17% in un solo anno. Tuttavia, il peso del comparto luxury sul totale del mercato residenziale rimane contenuto e stabile al 2,6%.

È interessante notare che questa crescita si inserisce in un contesto di “normalizzazione” del mercato: la pandemia aveva determinato un fisiologico calo della disponibilità di immobili di pregio, ma dal secondo semestre del 2021 si è assistito a un progressivo recupero, culminato nel picco del 2,7% alla fine del 2023.

Il 2024 segna dunque un anno di equilibrio, con un mercato che si espande senza gonfiarsi artificialmente. A dimostrarlo, anche la riduzione del time to sell, ovvero dei tempi medi di vendita: per concludere una trattativa su un immobile di lusso oggi servono in media 6,1 mesi, contro gli 8,7 del 2019.

Appartamenti vs ville: due anime dello stesso mercato

Il valore totale degli immobili di lusso in offerta in Italia ha sfiorato i 62 miliardi di euro, con una netta prevalenza delle ville (35,7 miliardi) rispetto agli appartamenti (26,2 miliardi). Tuttavia, la domanda rimane fortemente orientata verso gli appartamenti, che attraggono quasi il 72% dei contatti, anche se le ville stanno guadagnando terreno.

I motivi? Le ville offrono spazi esterni, indipendenza e versatilità d’uso, sempre più apprezzati da chi desidera conciliare lavoro da remoto, privacy e qualità della vita.

I prezzi medi nazionali al metro quadro confermano una certa stabilità:

  • appartamenti di lusso: 7.383 €/mq
  • ville di lusso: 5.273 €/mq

Le zone più care per le ville restano le Isole (oltre 6.100 €/mq), per gli appartamenti il Nord-Ovest (oltre 8.000 €/mq), mentre le zone più accessibili sono il Sud per entrambi i segmenti.

Milano: lusso urbano tra design, tecnologia e velocità di vendita

In cima alla classifica del valore del mercato residenziale di lusso in Italia si conferma Milano, con un patrimonio immobiliare di fascia alta pari a 7,71 miliardi di euro. La città detiene il 12,5% dell’intero stock nazionale, e ha visto l’offerta aumentare del 69% rispetto al 2019, con oltre 5.300 annunci pubblicati nel 2024.

Questo boom è stato trainato principalmente dagli appartamenti, che rappresentano il 99% dell’offerta. La superficie complessiva in vendita ha superato gli 819.000 metri quadri, con un incremento del 30% rispetto al 2019. La crescita degli annunci, non accompagnata da un’espansione equivalente delle metrature, suggerisce un interesse crescente per unità più compatte, ben posizionate e altamente accessoriate.

Gli indicatori di performance del mercato milanese parlano chiaro:

  • time to sell: 3 mesi (contro i 6,5 del 2019);
  • time on market: 5,9 mesi;
  • pressione di domanda: +6% su base annua (ma -5% rispetto al 2019). Si tratta del numero medio di contatti per annuncio;
  • peso sul totale dei contatti luxury in Italia: 23%.

Le altre aree calde del mercato

Dopo Milano, anche altre città e aree turistiche stanno vivendo un momento di rinnovata centralità:

  • Roma: mantiene un ruolo di rilievo con 5,19 miliardi di valore immobiliare in offerta, trainata dalla richiesta di dimore storiche e appartamenti di charme nei quartieri centrali;
  • Versilia: con quasi 4 miliardi, si conferma regina tra le località balneari, dove le ville rappresentano il 79% dell’offerta;
  • Laghi e Riviera: Laghi di Como e Garda e Riviera Ligure stanno vivendo una crescita decisa, spinta dall’interesse per contesti naturalistici e un lifestyle più rilassato.

Zone lusso per valore complessivo dello stockMacroaree per valore complessivo dello stock Fonte: Osservatorio del mercato residenziale di lusso in Italia, Immobiliare.it

Macroaree per valore complessivo dello stockMacroaree per valore complessivo dello stock Fonte: Osservatorio del mercato residenziale di lusso in Italia, Immobiliare.it

Il lusso oggi: non solo estetica, ma esperienza

Il concetto di lusso oggi è evoluto. Non si limita più a grandi metrature e finiture ricercate, ma include una serie di elementi immateriali: posizione, efficienza energetica, privacy, servizi su misura e valore identitario dell’immobile.

Gli acquirenti non cercano solo una casa, ma un’esperienza abitativa integrata: terrazze panoramiche, spazi verdi, spa, palestra, domotica, concierge h24 e impianti sostenibili sono diventati requisiti attesi.

Il risultato? Un comparto resiliente, in continua trasformazione, capace di attrarre investitori con una visione di lungo periodo e clienti che vedono nell’abitare un investimento sulla qualità della propria vita.

Conclusione

Il mercato immobiliare di lusso in Italia si afferma come un punto di riferimento per solidità e capacità di adattamento. Milano ne è l’epicentro, ma la vivacità si estende a molte aree urbane e turistiche della Penisola. Con tempi di vendita in netto calo, valori in crescita e una domanda qualificata, il 2025 si prospetta come un anno favorevole per chi desidera investire in immobili esclusivi.

Per chi opera nel settore, conoscere e saper interpretare questi trend non è solo un vantaggio competitivo, ma una condizione essenziale per offrire consulenza di alto profilo e accompagnare ogni cliente verso la migliore scelta possibile.