Il mercato immobiliare italiano conferma il proprio trend positivo anche nel primo trimestre del 2026. Secondo le ultime statistiche dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell’Agenzia delle Entrate, sono state compravendute quasi 180.000 abitazioni nei primi tre mesi dell’anno, con una crescita del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Si tratta di un segnale importante per chi sta valutando l’acquisto o la vendita di un immobile, soprattutto in un contesto economico caratterizzato da una maggiore fiducia dei consumatori, da un mercato del lavoro in miglioramento e da una crescente domanda abitativa.
Compravendite in aumento in Italia
Nel I trimestre 2026 sono state registrate 179.654 compravendite residenziali a livello nazionale. La crescita interessa tutte le aree del paese.
Variazione percentuale nazionale tra il I trimestre 2025 e il I trimestre 2026
Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare, Agenzia delle entrate
Interessante anche il confronto tra comuni capoluogo e non capoluogo. Se nelle città capoluogo le compravendite crescono del 4,1%, nei comuni minori l’incremento raggiunge il 4,6%. Un dato che conferma una tendenza già osservata negli ultimi anni: sempre più acquirenti stanno valutando soluzioni residenziali al di fuori dei grandi centri urbani, attratti da prezzi più accessibili, una migliore qualità della vita, maggiori spazi abitativi e collegamenti sempre più efficienti con le principali città.
Non cresce soltanto il numero delle transazioni, ma anche la superficie complessiva degli immobili scambiati. Le superfici compravendute registrano infatti un aumento del 4,9% rispetto al primo trimestre del 2025, segnale che la domanda si sta orientando verso abitazioni più ampie e funzionali, in linea con le nuove esigenze abitative emerse negli ultimi anni.
Nel complesso, i dati confermano un mercato immobiliare in buona salute, caratterizzato da una domanda diffusa su tutto il territorio nazionale e da un interesse crescente sia per l’acquisto della prima casa sia per gli investimenti immobiliari, elementi che contribuiscono a rafforzare la fiducia degli operatori e delle famiglie nel settore residenziale.
Torna a crescere il ricorso al mutuo
Tra i segnali più interessanti emersi nel primo trimestre del 2026 vi è il ritorno del mutuo come strumento centrale per l’acquisto di un’abitazione. Dopo la fase di rallentamento registrata negli ultimi anni a causa dell’aumento dei tassi di interesse e delle maggiori difficoltà di accesso al credito, il mercato mostra oggi segnali di rinnovata fiducia sia da parte delle famiglie sia degli istituti di credito.
Secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare, la quota di compravendite effettuate da persone fisiche con il supporto di un mutuo ipotecario ha raggiunto il 47,8% del totale, in aumento rispetto al 45% registrato nell’ultimo trimestre del 2025. In pratica, quasi un acquisto su due viene oggi finanziato attraverso un mutuo, un dato che evidenzia come molte famiglie stiano tornando a pianificare investimenti immobiliari di lungo periodo.
Ancora più significativo è l’andamento del capitale complessivamente erogato. Nei primi tre mesi dell’anno sono stati finanziati acquisti immobiliari per oltre 11,4 miliardi di euro, circa 1,1 miliardi in più rispetto allo stesso periodo del 2025. L’incremento, pari a quasi l’11%, dimostra che il mercato sta recuperando slancio e che la domanda di credito per l’acquisto di abitazioni rimane elevata nonostante un contesto finanziario ancora caratterizzato da costi del denaro superiori rispetto ai livelli pre-2022.
Va tuttavia sottolineato che i tassi di interesse continuano a mostrare una leggera crescita. Nel primo trimestre del 2026 il tasso medio applicato alla prima rata dei mutui ipotecari si è attestato al 3,62%, in aumento rispetto al 3,51% registrato nel trimestre precedente. Sebbene questo livello sia significativamente più alto rispetto agli anni caratterizzati da tassi particolarmente bassi, non sembra aver frenato in maniera rilevante la propensione all’acquisto delle famiglie italiane.
La maggiore incidenza dei mutui nelle compravendite può essere interpretata come un indicatore di fiducia nel mercato immobiliare e nelle prospettive economiche future. La crescita dell’occupazione, il miglioramento del clima di fiducia dei consumatori e la percezione dell’immobile come bene rifugio continuano infatti a sostenere la domanda abitativa. Per molti acquirenti, soprattutto giovani coppie e famiglie alla ricerca della prima casa, il mutuo rappresenta ancora la soluzione principale per accedere alla proprietà immobiliare.
Prima casa: quasi 3 acquisti su 4
Le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa continuano a rappresentare uno dei principali motori del mercato immobiliare italiano. Nel primo trimestre del 2026, il 72,7% delle compravendite effettuate da persone fisiche ha beneficiato delle agevolazioni “prima casa”, un dato in lieve crescita rispetto al trimestre precedente e che conferma la forte incidenza degli acquisti destinati all’abitazione principale.
Questo dato evidenzia come il mercato sia sostenuto soprattutto da esigenze abitative concrete piuttosto che da finalità speculative. La maggior parte degli acquirenti continua infatti a cercare una casa in cui vivere stabilmente, approfittando dei vantaggi fiscali previsti dalla normativa, tra cui l’imposta di registro ridotta e altre agevolazioni sui costi di acquisto.
La centralità della prima casa emerge anche nelle principali città italiane. Roma, in particolare, registra la quota più elevata di acquisti agevolati, con quasi l’86% delle compravendite effettuate da persone fisiche che beneficia delle relative agevolazioni. Un segnale che conferma come la domanda abitativa rimanga solida, soprattutto nei grandi centri urbani dove acquistare un immobile continua a essere considerato un investimento importante per il futuro della famiglia.
Nel complesso, i dati del primo trimestre 2026 confermano che la casa di proprietà continua a rappresentare un obiettivo prioritario per gli italiani, sostenendo la crescita del mercato e contribuendo alla stabilità del comparto residenziale.
Crescono le abitazioni di nuova costruzione
Particolarmente interessante è il dato relativo alle nuove costruzioni.
Le compravendite di immobili nuovi registrano una crescita del 14,6% rispetto al primo trimestre 2025, un incremento nettamente superiore a quello del mercato complessivo.
Nonostante rappresentino ancora una quota limitata del totale (circa il 6%), le nuove costruzioni continuano ad attirare acquirenti grazie a:
- maggiore efficienza energetica;
- costi di gestione ridotti;
- standard costruttivi più elevati;
- conformità alle più recenti normative ambientali.
Le grandi città confermano questa tendenza. Milano si distingue ancora una volta come il mercato più dinamico per il comparto del nuovo, con una quota di abitazioni di nuova costruzione che raggiunge l’11,6% delle compravendite totali. Seguono Roma e Bologna, entrambe con una quota del 9,5%, a dimostrazione di come il segmento del nuovo continui ad attirare l’interesse degli acquirenti nelle principali aree urbane del Paese.
L’andamento positivo delle nuove costruzioni rappresenta un segnale incoraggiante per l’intero settore immobiliare, evidenziando una crescente attenzione verso abitazioni più efficienti, sostenibili e in linea con le esigenze abitative contemporanee.
Le grandi città trainano il mercato
Le otto principali città italiane registrano complessivamente una crescita delle compravendite del 6,1%, superiore alla media nazionale.
Le città italiane con le migliori performance di crescita di compravendite
Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare, Agenzia delle entrate
L’unica eccezione è Firenze, che evidenzia una lieve contrazione del 2,9%.
Milano continua a distinguersi per la forte presenza del mercato delle nuove costruzioni, che rappresentano l’11,6% delle compravendite cittadine, mentre Roma registra la quota più elevata di acquisti con agevolazione prima casa, pari all’85,7%.
Marcato delle locazioni: domanda stabile e canoni in crescita
Anche il mercato delle locazioni residenziali mostra segnali di solidità nel primo trimestre del 2026. A livello nazionale sono stati registrati oltre 262.000 nuovi contratti di locazione, un dato sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo del 2025 (+0,3%). Se il numero delle nuove locazioni rimane pressoché invariato, è invece più evidente la crescita dei canoni annui complessivi, che raggiungono circa 1,8 miliardi di euro, segnando un incremento del 4,1% su base annua. L’aumento è particolarmente marcato nei comuni ad alta tensione abitativa, dove si concentra la maggior parte della domanda e dove i canoni crescono del 4,6%.
Analizzando le diverse tipologie contrattuali, emerge una progressiva evoluzione del mercato. I contratti ordinari di lungo periodo continuano infatti a registrare una lieve contrazione, mentre crescono in modo significativo le formule agevolate, sempre più apprezzate sia dai proprietari sia dagli inquilini per i vantaggi fiscali e per la maggiore convenienza economica. In particolare, i contratti agevolati di lungo periodo aumentano del 6,6% nel numero di abitazioni locate e del 12,8% nei canoni complessivi. Ancora più dinamico risulta il segmento delle locazioni transitorie e studentesche, che registra incrementi superiori al 20% nel caso delle camere e delle abitazioni locate in porzione.
Le grandi città continuano a rappresentare il motore del mercato degli affitti. A Roma le nuove locazioni crescono del 7,4%, accompagnate da un aumento dei canoni del 10,3%, mentre Milano registra un incremento dell’1% nel numero dei contratti e del 6,4% nei canoni annui. Particolarmente rilevante è l’espansione dei contratti agevolati nel capoluogo lombardo, favorita anche dagli accordi territoriali introdotti negli ultimi anni. Nel complesso, i dati confermano una domanda locativa ancora molto sostenuta, soprattutto nei principali centri urbani, dove la crescente difficoltà di accesso alla proprietà e la maggiore mobilità abitativa continuano a favorire il mercato degli affitti.