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Milano guida la ripresa dei mutui ipotecari
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Milano guida la ripresa dei mutui

Il nuovo Rapporto Mutui Ipotecari 2025, pubblicato il 9 ottobre 2025, dell’Agenzia delle Entrate fotografa un mercato del credito in ripresa dopo le difficoltà del 2023. Nel corso del 2024, infatti, il numero di immobili ipotecati e il valore dei finanziamenti sono tornati a crescere in modo deciso, segnalando una rinnovata fiducia delle famiglie e delle imprese italiane.

Mutui in aumento

Il 2024 ha segnato una decisa ripresa del mercato dei mutui ipotecari in Italia. Secondo il Rapporto dell’AdE, sono state 771.351 le unità immobiliari ipotecate a garanzia di mutui, con un aumento del 5% rispetto al 2023. A questi corrisponde un valore complessivo dei finanziamenti pari a quasi 109 miliardi di euro, in crescita del 21,5% rispetto all’anno precedente – un dato che testimonia la rinnovata fiducia di famiglie e imprese verso il credito immobiliare.

La componente residenziale continua a rappresentare la parte preponderante del mercato: il 71% degli immobili ipotecati rientra in atti di tipo residenziale (RES), una quota che sfiora il 90% se si considerano anche gli atti misti residenziali (MISTO RES). Per questi ultimi, l’incremento del numero di immobili ipotecati è stato contenuto (+0,8%) ma il capitale finanziato ha registrato una crescita notevole del 30,4%, segno di un ritorno di interesse per le operazioni che combinano residenziale e altre destinazioni d’uso.

Nel solo comparto residenziale puro, l’aumento del numero di immobili ipotecati si avvicina al 6%, con un capitale finanziato di oltre 40 miliardi di euro, pari al 37% del totale nazionale e in aumento dell’8,7% rispetto al 2023. Ancora più marcata la crescita dei finanziamenti per immobili non residenziali (NON RES), dove il capitale erogato è salito del 33,7%, a fronte di un incremento del 6,1% del numero di immobili ipotecati. Sebbene questi rappresentino solo il 7,6% del totale delle unità, assorbono oltre il 43% del capitale di debito complessivo, confermandosi come il segmento a maggiore valore medio per operazione.

Infine, anche il comparto dei terreni registra segnali positivi: +7,9% per il numero di immobili ipotecati e +6,5% per i capitali finanziati, una crescita più moderata ma significativa in un contesto di ripresa generale del credito immobiliare.

I tassi di interesse e la durata

Nel 2024 i tassi medi di interesse sui mutui ipotecari si sono attestati al 4,98%, in lieve aumento di 0,06 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Tuttavia, analizzando le diverse tipologie di atto, emergono differenze significative.

I mutui residenziali (RES) restano i più convenienti, con un tasso medio ponderato del 3,65%, in calo di 0,61 punti percentuali rispetto al 2023: un segnale di stabilità che continua a favorire coloro che decidono di acquistare casa.

All’opposto, i mutui misti residenziali (MISTO RES) presentano un tasso più elevato, 6,75%, in crescita di 0,83 punti percentuali, mentre i finanziamenti per immobili non residenziali (NON RES) si collocano su una media del 5,40%, anch’essi in aumento. Anche i mutui ipotecari sui terreni hanno registrato un lieve rialzo, con un tasso medio del 6,13%.

La durata media complessiva dei finanziamenti ipotecari si mantiene attorno ai 18 anni, ma il valore varia notevolmente a seconda della tipologia di atto. I mutui residenziali sono quelli più lunghi, con una media di oltre 25 anni, mentre per gli atti non residenziali la durata si ferma a 14,4 anni e per i misti residenziali a 9,6 anni.

Questi dati confermano come il mercato dei mutui per la casa rimanga più stabile e sostenibile nel lungo periodo rispetto a quello legato agli investimenti commerciali o misti, che presentano durate più brevi e tassi più alti.

Analisi territoriale e delle grandi città

Dal punto di vista territoriale, il Nord resta l’area con la maggiore concentrazione di mutui ipotecari: il 60,8% degli immobili ipotecati e quasi il 60% del capitale complessivo, pari a 64,7 miliardi di euro. Il Centro si colloca al 20% circa per numero di immobili, ma registra una flessione dei capitali erogati (–6,4%), mentre al Sud il capitale finanziato cresce del 23% a fronte di un aumento più moderato del numero di immobili, +3,9%.

Numero di immobili ipotecati e capitale 2024Numero di immobili ipotecati e capitale 2024 Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

Nel 2024, oltre 34.342 miliardi di euro di capitale sono stati erogati attraverso mutui ipotecari relativi a immobili situati nelle otto principali città italiane per popolazione – un valore che rappresenta oltre il 31% del totale nazionale. Le unità immobiliari ipotecate (pari a 100.686) in queste aree urbane sono cresciute del 6,4% rispetto al 2023, mentre il capitale finanziato ha registrato un incremento ancora più significativo, pari al +31,3%.

La città di Milano si conferma la vera locomotiva del mercato: con oltre 23,7 miliardi di euro di capitale finanziato, pari al 21,8% del totale nazionale, il capoluogo lombardo mostra una crescita straordinaria del +57,8% rispetto al 2023. A trainare l’aumento sono in particolare le operazioni del comparto non residenziale (NON RES), che hanno avuto un impatto determinante sul risultato complessivo.

Roma, pur mantenendo il primato in termini di numero di immobili ipotecati (quasi 37.700 unità, pari, al 4,9% del totale nazionale), evidenzia una contrazione del 12,5% del capitale finanziato, segno di un mercato più prudente e caratterizzato da importi medi inferiori.

Anche le altre grandi città mostrano segnali positivi:

  • Torino cresce del 9,8% nel numero di immobili e dell’8,3% nel capitale erogato;
  • Bologna e Genova registrano aumento superiori al 16% per le unità ipotecate, con capitali in rialzo rispettivamente del 17,7% e dell’11,1%;
  • Napoli e Palermo spiccano per la forte crescita dei volumi finanziati, rispettivamente +26,1% e +43,1%.

Fa eccezione Firenze, dove si registra una leggera flessione sia nel numero di immobili (-2,3%) che nel capitale (-18,4%).

Distribuzione del capitale di debito per tipologia di atto nelle grandi cittàDistribuzione del capitale di debito per tipologia di atto nelle grandi città Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

Guardando alla composizione dei mutui, emerge una netta differenza tra Milano e il resto delle grandi città: nel capoluogo lombardo solo il 12% del capitale è legato ad atti residenziali (RES) mentre l’88% riguarda operazioni su immobili commerciali o misti. Nelle altre città, invece, il residenziale domina con quote superiori al 60%, raggiungendo l’83% a Genova e rimanendo più contenuto a Firenze (55%).

Nel complesso, le grandi città continuano a rappresentare il cuore pulsante del mercato immobiliare italiano: poli di attrazione per investimento, centri di innovazione economica e territori dove la domanda di mutui si conferma dinamica, trainata da Milano e sostenuta da una crescente diversificazione tra residenziale e commerciale.

In conclusione, le grandi città continuano a rappresentare il cuore pulsante del mercato immobiliare ita

Mercato immobiliare residenziale: continua la crescita nel Q2 2025
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Mercato immobiliare residenziale: continua la crescita nel Q2 2025

Il mercato immobiliare italiano conferma la sua vivacità anche nel II trimestre 2025. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, le compravendite residenziali registrano un incremento dell’8,1% rispetto allo stesso periodo del 2024, con 201.344 mila abitazioni compravendute in soli tre mesi.

Compravendite: una crescita diffusa in tutte le aree del Paese

Rispetto al II semestre 2024, l’aumento delle compravendite immobiliari interessa tutte le aree geografiche arrivando a contare 201.344 immobili compravenduti rispetto 172.048 dell’anno precedente. Performance particolarmente positive si registrano nel Nord Ovest (+9,2%) e nel Nord Est (+8,5%). Anche il Centro e le Isole segnano un +7,7%, mentre il Sud si ferma a un comunque significativo +6%.

Confrontando, invece, il I e il II trimestre del 2025 emerge una crescita media del 16,2% nelle compravendite di abitazioni in tutte le aree nazionali, con il Nord-Ovest a registrare l’incremento più significativo, vicino al 20%.

Abitazioni compravendute Q1 2025 vs Q2Abitazioni compravendute Q1 2025 vs Q2 Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

Un dato interessante riguarda le superfici medie delle abitazioni compravendute: crescono del 9%, segno che le famiglie guardano con maggiore interesse a spazi più ampi.

Mutui e agevolazioni prima casa

La quota di acquisti sostenuti da mutuo ipotecario si mantiene stabile attorno al 46%, in aumento rispetto al 2024, con un tasso medio di interesse pari al 3,28%, in lieve calo rispetto a un anno fa.

Il ricorso alle agevolazioni fiscali “prima casa” resta elevato. Quasi il 73% delle transazioni riguarda infatti abitazioni principali, un segnale che conferma l’attenzione degli italiani verso l’investimento nel mattone come scelta di vita stabile e duratura.

Abitazioni nuove vs esistenti

Il mercato residenziale continua a muoversi su due binari distinti. Da un lato, le nuove costruzioni registrano un calo del 7,2% rispetto al II trimestre 2024, dall’altro gli immobili esistenti si confermano protagonisti, con una crescita del 9,1%.

Compravendita di nuove abitazioni Q1 2025 vs Q2Compravendita di nuove abitazioni Q1 2025 vs Q2 Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

Compravendita di abitazioni esistenti Q1 2025 vs Q2Compravendita di abitazioni esistenti Q1 2025 vs Q2 Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

Questa tendenza racconta molto delle scelte degli italiani: sia di quelli con la preferenza per abitazioni già inserite in quartieri consolidati, spesso più accessibili in termini di prezzo e disponibilità in tempi brevi, sia di chi trova più attrattive le nuove costruzioni. Queste ultime apprezzate per efficienza energetica, tecnologie moderne e standard abitativi più elevati, ma meno diffuse sul mercato.

In altre parole, chi cerca casa oggi sembra puntare soprattutto sulla concretezza e sull’opportunità, senza però rinunciare a valutare l’opzione del nuovo quando offre un valore aggiunto significativo.

La compravendita immobiliare nelle grandi città

Il II trimestre del 2025 conferma il dinamismo del mercato residenziale anche nelle grandi città italiane. Complessivamente le compravendita sono cresciute di circa il 6% rispetto all’anno precedente, con differenze significative tra le diverse piazze. Torino (+11,3%) e Palermo (+10%) guidano la classifica degli incrementi, seguite da Milano (+6,6%), che consolida il suo ruolo di polo strategico del mercato immobiliare. Roma registra una crescita più contenuta (+4,1%), mentre Napoli resta sostanzialmente stabile (-0,3%). 

Per quanto riguarda, invece, la crescita media dal I al II trimestre 2025 questa si attesta intorno al +16,2%, con Torino che registra un picco del +20,7%.

Compravendita di abitazioni nelle grandi città Q1 2025 vs Q2Compravendita di abitazioni nelle grandi città Q1 2025 vs Q2 Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

Interessante notare come in metropoli come Milano, Roma, Bologna e Firenze, oltre la metà degli acquisti avvenga tramite mutuo ipotecario, a testimonianza di una domanda solida ma che continua a fare i conti con l’accessibilità economica. Roma, invece, si distingue per la quota record di acquisti con l’agevolazione “prima casa”, che supera l’85%.

Il mercato residenziale delle locazioni

Il mercato delle locazioni continua a crescere: nel II quadrimestre 2025 sono stati registrati quasi 238 mila nuovi contratti, in aumento dell’1,5% rispetto all’anno precedente.

In particolare, sono in forte espansione i contratti a canone agevolato per studenti (+9,7% per abitazioni intere e +14,2% per porzioni) e quelli a canone concordato (+3,9%). Cala invece dell’1,4% il segmento dei contratti ordinari di lungo periodo.

Abitazioni locate per tipologia di contratto nel Q2 2025Abitazioni locate per tipologia di contratto nel Q2 2025 Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

I canoni annui complessivi hanno superato 1,8 miliardi di euro, con un incremento del 5,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Canone annuo per tipologia di contratto nel Q2 2025Canone annuo per tipologia di contratto nel Q2 2025 Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

Focus su Milano e Roma

A Roma le locazioni segnano un incremento del 2%, accompagnato da un rialzo dei canoni pari al 7,4%. Rispetto al Q2 2024, a trainare il mercato della capitale sono soprattutto i contratti transitori, in crescita del 16%, e quelli dedicati agli studenti, che registrano un +22% per le stanze e un +11,7% per gli appartamenti interi.

Milano mostra un andamento ancora più vivace: il numero di abitazioni locate sale del 5%, con canoni in aumento del 6,5%. Nel capoluogo lombardo a fare la differenza sono i contratti a canone concordato, che rispetto al 2024 hanno quasi raddoppiato i volumi.

Abitazioni locate per tipologia di contratto nel Q2 2025 a Milano & RomaAbitazioni locate per tipologia di contratto nel Q2 2025 a Roma & Milano Fonte: Osservatorio del mercato immobiliare (OMI)

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Il report sul mercato residenziale del lusso in Italia

Nel panorama immobiliare italiano, il comparto residenziale di lusso continua a distinguersi per vitalità, resilienza e crescente interesse, sia da parte di acquirenti italiani che internazionali.
I dati dell’Osservatorio del mercato residenziale di lusso in Italia 2025 redatto da Immobiliare.it Insight in collaborazione con LuxuryEstate.com confermano un trend di consolidamento del mercato, con segnali chiari: domanda in aumento, offerta in espansione, prezzi stabili e tempi di vendita sempre più contenuti.

In un contesto economico globale segnato da incertezze e nuove priorità abitative, l’immobile di pregio si conferma un investimento sicuro e, allo stesso tempo, un bene capace di rispondere a nuove esigenze di lifestyle: comfort, privacy, sostenibilità e valore architettonico.

Il quadro nazionale: più dinamismo, più offerta, più attenzione alla qualità

Nel 2024 la domanda di immobili di lusso in Italia è cresciuta del 4% rispetto al 2023 e del 6% rispetto al 2019, segno di una ritrovata fiducia nel segmento premium. Parallelamente, anche l’offerta ha registrato un balzo del 17% in un solo anno. Tuttavia, il peso del comparto luxury sul totale del mercato residenziale rimane contenuto e stabile al 2,6%.

È interessante notare che questa crescita si inserisce in un contesto di “normalizzazione” del mercato: la pandemia aveva determinato un fisiologico calo della disponibilità di immobili di pregio, ma dal secondo semestre del 2021 si è assistito a un progressivo recupero, culminato nel picco del 2,7% alla fine del 2023.

Il 2024 segna dunque un anno di equilibrio, con un mercato che si espande senza gonfiarsi artificialmente. A dimostrarlo, anche la riduzione del time to sell, ovvero dei tempi medi di vendita: per concludere una trattativa su un immobile di lusso oggi servono in media 6,1 mesi, contro gli 8,7 del 2019.

Appartamenti vs ville: due anime dello stesso mercato

Il valore totale degli immobili di lusso in offerta in Italia ha sfiorato i 62 miliardi di euro, con una netta prevalenza delle ville (35,7 miliardi) rispetto agli appartamenti (26,2 miliardi). Tuttavia, la domanda rimane fortemente orientata verso gli appartamenti, che attraggono quasi il 72% dei contatti, anche se le ville stanno guadagnando terreno.

I motivi? Le ville offrono spazi esterni, indipendenza e versatilità d’uso, sempre più apprezzati da chi desidera conciliare lavoro da remoto, privacy e qualità della vita.

I prezzi medi nazionali al metro quadro confermano una certa stabilità:

  • appartamenti di lusso: 7.383 €/mq
  • ville di lusso: 5.273 €/mq

Le zone più care per le ville restano le Isole (oltre 6.100 €/mq), per gli appartamenti il Nord-Ovest (oltre 8.000 €/mq), mentre le zone più accessibili sono il Sud per entrambi i segmenti.

Milano: lusso urbano tra design, tecnologia e velocità di vendita

In cima alla classifica del valore del mercato residenziale di lusso in Italia si conferma Milano, con un patrimonio immobiliare di fascia alta pari a 7,71 miliardi di euro. La città detiene il 12,5% dell’intero stock nazionale, e ha visto l’offerta aumentare del 69% rispetto al 2019, con oltre 5.300 annunci pubblicati nel 2024.

Questo boom è stato trainato principalmente dagli appartamenti, che rappresentano il 99% dell’offerta. La superficie complessiva in vendita ha superato gli 819.000 metri quadri, con un incremento del 30% rispetto al 2019. La crescita degli annunci, non accompagnata da un’espansione equivalente delle metrature, suggerisce un interesse crescente per unità più compatte, ben posizionate e altamente accessoriate.

Gli indicatori di performance del mercato milanese parlano chiaro:

  • time to sell: 3 mesi (contro i 6,5 del 2019);
  • time on market: 5,9 mesi;
  • pressione di domanda: +6% su base annua (ma -5% rispetto al 2019). Si tratta del numero medio di contatti per annuncio;
  • peso sul totale dei contatti luxury in Italia: 23%.

Le altre aree calde del mercato

Dopo Milano, anche altre città e aree turistiche stanno vivendo un momento di rinnovata centralità:

  • Roma: mantiene un ruolo di rilievo con 5,19 miliardi di valore immobiliare in offerta, trainata dalla richiesta di dimore storiche e appartamenti di charme nei quartieri centrali;
  • Versilia: con quasi 4 miliardi, si conferma regina tra le località balneari, dove le ville rappresentano il 79% dell’offerta;
  • Laghi e Riviera: Laghi di Como e Garda e Riviera Ligure stanno vivendo una crescita decisa, spinta dall’interesse per contesti naturalistici e un lifestyle più rilassato.

Zone lusso per valore complessivo dello stockMacroaree per valore complessivo dello stock Fonte: Osservatorio del mercato residenziale di lusso in Italia, Immobiliare.it

Macroaree per valore complessivo dello stockMacroaree per valore complessivo dello stock Fonte: Osservatorio del mercato residenziale di lusso in Italia, Immobiliare.it

Il lusso oggi: non solo estetica, ma esperienza

Il concetto di lusso oggi è evoluto. Non si limita più a grandi metrature e finiture ricercate, ma include una serie di elementi immateriali: posizione, efficienza energetica, privacy, servizi su misura e valore identitario dell’immobile.

Gli acquirenti non cercano solo una casa, ma un’esperienza abitativa integrata: terrazze panoramiche, spazi verdi, spa, palestra, domotica, concierge h24 e impianti sostenibili sono diventati requisiti attesi.

Il risultato? Un comparto resiliente, in continua trasformazione, capace di attrarre investitori con una visione di lungo periodo e clienti che vedono nell’abitare un investimento sulla qualità della propria vita.

Conclusione

Il mercato immobiliare di lusso in Italia si afferma come un punto di riferimento per solidità e capacità di adattamento. Milano ne è l’epicentro, ma la vivacità si estende a molte aree urbane e turistiche della Penisola. Con tempi di vendita in netto calo, valori in crescita e una domanda qualificata, il 2025 si prospetta come un anno favorevole per chi desidera investire in immobili esclusivi.

Per chi opera nel settore, conoscere e saper interpretare questi trend non è solo un vantaggio competitivo, ma una condizione essenziale per offrire consulenza di alto profilo e accompagnare ogni cliente verso la migliore scelta possibile.

Mercato immobiliare: il 2024 chiude in crescita, segnali positivi per il 2025
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Mercato immobiliare: il 2024 chiude in crescita, segnali positivi per il 2025

Il mercato immobiliare residenziale italiano chiude il 2024 con una crescita significativa delle compravendite, segnando un +7,6% su base annua. Secondo quanto riportato dal report residenziale OMI sul IV semestre 2024, dopo un inizio di anno incerto, il settore ha mostrato una ripresa costante trimestre dopo trimestre, con un aumento particolarmente evidente nell’ultima parte dell’anno.

Andamento delle compravendite nelle diverse aree geografiche

L’ultimo trimestre del 2024 ha visto oltre 217.000 abitazioni cambiare proprietario in Italia. Tutte le macro-aree del Paese hanno registrato una crescita nelle transazioni, seppur con intensità diverse:

  • Sud: +10,7%
  • Nord Est: +9%
  • Centro: +8,4%
  • Nord Ovest: +6,2%
  • Isole: +2,5%

Nelle città capoluogo la crescita è stata ancora più marcata, raggiungendo il +9,8%, segnale di un mercato urbano sempre più dinamico.

Dimensioni delle abitazioni più richieste

Gli acquirenti continuano a preferire immobili di metratura medio-grande. Nei capoluoghi, la superficie media degli immobili compravenduti è di circa 98 mq, mentre nei centri minori si attesta intorno ai 110 mq.

Le abitazioni tra 50 e 115 mq hanno visto un incremento dell’8,7%, mentre quelle tra 115 e 145 mq sono cresciute dell’8%. Anche i piccoli tagli (sotto i 50 mq) e le abitazioni molto grandi (oltre 145 mq) hanno registrato rialzi, rispettivamente del 4,5% e del 5%.

Mutui e agevolazioni: la spinta del “prima casa”

Un dato significativo riguarda le agevolazioni fiscali: il 71,4% degli acquisti è avvenuto con i benefici “prima casa”, in forte crescita rispetto al 62,7% dello stesso periodo del 2023.

Anche il mercato dei mutui ha mostrato segnali positivi: il 41,5% delle transazioni è stato finanziato con un mutuo ipotecario, mentre i tassi di interesse hanno continuato a scendere, raggiungendo il 3,3% nel quarto trimestre 2024.

Case di nuova costruzione: boom di acquisti

L’acquisto di case di nuova costruzione ha registrato un balzo del 46% rispetto al 2023, trainato dalla scadenza del “sismabonus acquisti” a fine 2024. Questo incentivo fiscale, che ha riconosciuto una detrazione agli acquirenti di unità immobiliari vendute dalle imprese di costruzione dopo interventi di demolizione e ricostruzione per la riduzione del rischio sismico, ha spinto molti a investire in immobili di nuova realizzazione. Il risultato è stato un incremento di quasi 9.000 unità vendute in più rispetto all’anno precedente, portando la quota di abitazioni di nuova costruzione al 13% del totale delle compravendite, il livello più alto degli ultimi quattro anni.

Di contro, il mercato delle abitazioni esistenti ha registrato un aumento più contenuto, con una crescita del 3,6% e quasi 190.000 unità acquistate nel quarto trimestre del 2024.

Milano si conferma la città con la maggiore incidenza di acquisti di immobili nuovi, con una quota del 23%, mentre in città come Napoli, Palermo e Genova la percentuale rimane sotto il 4%.

Il mercato immobiliare nelle grandi città

Tra le città con oltre 250.000 abitanti, Roma e Milano guidano la crescita, con incrementi vicini al 10%. Anche Torino, Genova e Bologna hanno registrato ottimi risultati (+8%), mentre Napoli è l’unica grande città in calo (-2%).

Roma si distingue per la quota più alta di acquisti con agevolazione “prima casa” (85%), mentre a Milano l’acquisto di abitazioni nuove è più diffuso rispetto ad altre città.

Grandi città NTN IV trimestre 2024 Variazione % NTN IV trimestre 2024/2023
Bologna 1.687 8,5%
Firenze 1.409 6,9%
Genova 2.484 8,6%
Milano 7.692 9,5%
Napoli 2.121 – 1,9%
Palermo 1.791 2,1%
Roma 10.089 9,6%
Torino 4.588 8,8%
TOTALE 31.860 7,9%

Il mercato delle locazioni: dinamiche contrastanti

Il mercato delle locazioni ha mostrato segnali contrastanti. Se il numero totale di contratti è leggermente calato dello 0,3%, il segmento delle locazioni per studenti è cresciuto in modo significativo (+10%), con un aumento del canone medio del 13%.

A Roma, il calo delle locazioni si concentra soprattutto nei contratti a canone concordato, che registrano una riduzione del 9% e una diminuzione del canone annuo di quasi il 5%. Anche i contratti ordinari mostrano un trend negativo, con un calo del 6% per quelli a lungo termine e del 9,1% per quelli transitori, sebbene il canone annuo complessivo risulti in crescita. Il mercato degli affitti per studenti presenta una situazione mista: mentre il numero di abitazioni locate interamente con contratti agevolati subisce una lieve flessione dello 0,3%, le locazioni parziali – circa 4.300 unità – aumentano del 4,8%, con un rialzo dell’8,9% dei relativi canoni.

A Milano, invece, si osserva una contrazione del 4,6% nei nuovi contratti di locazione ordinari a lungo termine. Tuttavia, questo calo è bilanciato dalla crescita negli altri segmenti, in particolare nei contratti a canone concordato, che registrano un vero e proprio boom, con un incremento del 97,6% rispetto al quarto trimestre del 2023.

Conclusione

Il 2024 ha confermato il dinamismo del mercato immobiliare italiano, con una ripresa evidente delle compravendite e un rinnovato interesse per le nuove costruzioni. Le città capoluogo si confermano trainanti, mentre il calo dei tassi di interesse e le agevolazioni fiscali hanno favorito l’acquisto della prima casa.

Come sarà il 2025? Il settore dovrà confrontarsi con fattori chiave come l’andamento dei mutui, le politiche fiscali e l’evoluzione del mercato delle locazioni.

Transazioni nel settore immobiliare: l'Italia si fa spazio in UE
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Transazioni nel settore immobiliare: l’Italia si fa spazio nell’UE

Il rapporto, elaborato da PWC e Urban Land Institute, “Emerging Trends in Real Estate Europe 2025” analizza le prospettive del settore immobiliare europeo per il 2025, evidenziandone i principali trend, sfide e opportunità.

Lo scenario europeo

Nonostante le difficoltà che hanno caratterizzato il settore immobiliare negli ultimi anni, il 2024 ha segnato una fase di ripresa globale. Il mercato immobiliare ha raggiunto un valore stimato di 635 trilioni di dollari, con il segmento residenziale che continua a dominare, rappresentando oltre 516 trilioni di dollari del totale. Questa resilienza dimostra come il settore, seppur lentamente, stia recuperando slancio.

In un contesto europeo in cui molte nazioni hanno registrato cali significativi nei volumi di transazioni, come Francia (-38%) e Germania (-16%), l’Italia si distingue come un caso virtuoso. Con un aumento del 41% nei volumi rispetto all’anno precedente e un totale di 8 miliardi di euro, il nostro Paese segna la crescita più significativa tra le nazioni europee.

Variazione percentuale transazioni in UE dal 2023 al 2024

Variazione percentuale transazioni in UE dal 2023 al 2024 Fonte: MSCI

Milano, in particolare, è il simbolo di questa rinascita: grazie alla solidità del mercato e alle opportunità di sviluppo, il capoluogo lombardo è diventato un punto di riferimento per gli investimenti, trainato dalla crescita nei settori residenziale e logistico, posizionandosi al settimo posto tra le metropoli europee più attrattive per gli investitori.

In generale, le città che offrono un’alta qualità della vita, infrastrutture efficienti e attrattività culturale sono viste come più resilienti. Le città gateway come Londra, Madrid e Parigi rimangono tra le prime posizioni nelle classifiche di attrattività. Città come Francoforte, Amburgo e Copenaghen, invece, guadagnano slancio grazie alla loro stabilità economica.

Tuttavia, è importante tenere in considerazione come il clima politico e la sostenibilità ambientale stiano diventando fattori sempre più rilevanti per le decisioni degli investitori immobiliari.

Città da osservare

Città de osservare in Europa Fonte: Emerging Trends Europe survey 2025

I trend del settore immobiliare nel 2025

  • Attenzione al clima: il rischio climatico fisico e la transizione del settore immobiliare verso emissioni di carbonio nette zero sono temi ricorrenti all’interno del rapporto PWC. Le problematiche legate all’assicurazione e al finanziamento del settore immobiliare rispetto ai rischi climatici sono ampiamente riconosciute dall’industria.
    Gli aumenti dei premi assicurativi e i requisiti finanziari più severi stanno incidendo sul valore degli immobili e sui flussi di cassa. Negli Stati Uniti, l’aumento dei costi assicurativi nelle aree a rischio di uragani ha creato preoccupazione, mentre in Europa si registrano episodi isolati.
    Le perdite economiche globali causate da eventi climatici estremi continuano a crescere, con implicazioni significative per il settore immobiliare;
  • approccio settoriale per allocare il capitale: gli investitori si concentrano sempre più su tendenze socio-economiche come la demografia, la digitalizzazione e la decarbonizzazione per individuare i settori con il miglior rapporto rischio-rendimento. I data center e le infrastrutture per le energie rinnovabili sono in cima alle classifiche per opportunità di investimento, grazie alla crescente domanda di cloud computing, intelligenza artificiale e infrastrutture di edge computing.
    La scarsità di terreni dotati di adeguate infrastrutture energetiche ha reso questi asset altamente competitivi. Inoltre, la bassa disponibilità di spazi nei principali mercati europei (<10% di vacancy, ovvero la percentuale di spazi disponibili e non occupati rispetto al totale degli immobili in un determinato mercato) rappresenta un’opportunità unica per gli investitori;
  • sostenibilità: i criteri ESG (Environmental, Social, Governance) rappresentano, sia a breve che a lungo termine, la principale sfida per il settore immobiliare. Gli investitori stanno integrando sempre più le energie rinnovabili nelle loro strategie decisionali. Tuttavia, molti operatori del settore faticano a mantenere la sostenibilità ambientale tra le priorità. Questo a causa delle pressioni sui rendimenti, sulla redditività aziendale e a una mancanza di chiarezza nelle normative.
    La crescente attenzione da parte dei finanziatori è considerata, però, il principale motore dell’adozione dei criteri ESG. Questo fa sì che sia sempre più difficile ottenere finanziamenti per asset non conformi come i “brown assets“, ossia attività finanziarie, immobiliari o industriali legate a settori ad alto impatto ambientale e con elevate emissioni di carbonio;
  • crescita dei settori operativi: settori come data center, stoccaggio a freddo, self-storage, ospitalità, sanità e housing per studenti stanno attirando un crescente interesse da parte degli investitori. Questi riconoscono che il real estate operativo offre opportunità uniche di generare valore. Attraverso una gestione attiva e l’integrazione di servizi complementari, si migliora sia la redditività immobiliare che operativa. Tuttavia, si sottolinea quanto sia fondamentale la necessità di comprensione degli aspetti operativi degli asset al fine di rimanere competitivi nei prossimi anni.

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Mutui ipotecari nelle grandi città

La settima edizione del “Rapporto mutui ipotecari 2024“, pubblicata dall’Osservatorio del mercato immobiliare, offre un’analisi approfondita delle dinamiche legate sia all’origine che all’impiego dei capitali derivanti dal credito ipotecario sugli immobili.

L’andamento generale

Il mercato dei mutui ipotecari in Italia ha registrato importanti cambiamenti nel 2023, con un capitale complessivo di oltre 26 miliardi di euro destinato a operazioni che coinvolgono unità immobiliari nelle principali città italiane. Questo dato rappresenta quasi il 30% del totale nazionale, segnalando la continua rilevanza delle grandi città, come Milano e Roma, nel panorama immobiliare del paese. Tuttavia, nonostante il calo del numero di nuovi immobili ipotecati, il capitale finanziato è aumentato.  Questo si verifica soprattutto nelle città più dinamiche come Milano, dove il flusso di finanziamenti ha registrato un notevole incremento del 25,4%.

Immobili ipotecati e capitali, anno 2023

Immobili ipotecari e capitali, anno 2023 Fonte: Rapporto mutui ipotecari 2024

Milano e Roma

La distribuzione del numero di immobili ipotecati e del capitale mette in risalto l’importanza di Milano e Roma rispetto al totale delle principali otto città. Roma si distingue per la percentuale maggiore di immobili ipotecati, sfiorando il 38%. Milano domina in termini di capitale, con una quota che si avvicina al 58%.

Distribuzione immobili ipotecati nelle grandi città, anno 2023

Distribuzione immobili ipotecati nelle grandi città nel 2023 Fonte: Rapporto mutui ipotecari 2024

Distribuzione capitale di debito nelle grandi città, anno 2023

Distribuzione capitale di debito nelle grandi città nel 2023 Fonte: Rapporto mutui ipotecari 2024

Come si distribuiscono i capitali di debito

Nel panorama delle principali città italiane, i capitali derivanti da mutui su immobili residenziali (indicati nel Rapporto come “Res”) mostrano una sostanziale corrispondenza con i reinvestimenti nel medesimo segmento edilizio, con differenze limitate tra una città e l’altra. Nel 2023, queste variazioni oscillano entro un intervallo del ±6%, con Torino e Palermo a rappresentare gli estremi.

Si nota invece un chiaro spostamento del credito ipotecario dal settore residenziale verso comparti non residenziali, utilizzando i capitali per altre tipologie edilizie o esigenze diverse.

Dall’analisi emerge come solo il 32% dei capitali provenienti da credito immobiliare è stato reinvestito nel settore residenziale. Questo dato è in calo rispetto al 2022, quando la quota raggiungeva il 50%. A Milano, appena il 17% dei capitali è stato riutilizzato nel mercato immobiliare residenziale, mentre oltre il 70% è stato destinato a finanziare attività di altro tipo. Al contrario, Genova ha registrato un incremento significativo di 19 punti percentuali nei capitali reinvestiti nel residenziale in un solo anno. Napoli e Palermo si distinguono per le percentuali più elevate nel 2023, con quote di reinvestimento pari rispettivamente all’80,3% e al 77,8%. Roma, infine, si colloca sopra la media delle principali città, con quasi il 45% dei capitali ipotecari destinati nuovamente al mercato immobiliare residenziale.

Analizzando il mercato dei finanziamenti di attività economiche diverse dal mercato immobiliare emerge come complessivamente, nelle grandi città, ci sia un aumento di capitale di debito per questa tipologia di acquisti di circa il 60%. Tale aumento è nettamente superiore alla media nazionale del 13,4%.
Milano, Roma e Firenze mostrano una tendenza positiva. Genova, invece, registra la maggiore perdita di capitale del 2023, senza però dimenticare che l’anno precedente avesse segnato un incremento di circa 200 punti percentuali.

Distribuzione del capitale di debito per tipologia di atto (RES – altre tipologie) nelle grandi città

Distribuzione del capitale di debito per tipologia di atto (RES – altre tipologie) nelle grandi città Fonte: Rapporto mutui ipotecari 2024